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domenica 18 dicembre 2016

RECENSIONE SUL NATALE





Ciao a tutti, il weekend sta volgendo a termine, manca una settimana  a Natale ed oggi anziché fare la recensione di un libro, farò la recensione dei miei pensieri, che ogni tanto un po’ di lettura introspettiva non può che far bene.


Che grande lotta questo periodo natalizio! Peggio della guerra tra Guelfi e Ghibellini, tra Montecchi e Capuleti, tra carnivori e vegani. C’è chi lo ama da impazzire; c’è chi lo odia da morire.

Non faccio altro che sentire e leggere di persone estasiate, letteralmente innamorate, luminose ed allegre come le lucine dell’albero di Natale. Persone che lo aspettano tutto l’anno per poter rivivere quella magia, che si sa… a Pasqua non ci sarà più! E poco importano la neve e/o il freddo.

Poi cambio amica, persona, post e sento invece persone deluse, persino più tristi del solito, che non vedono l’ora che tutto finisca e si arrivi presto al 7 gennaio. Persone che sentono il peso del fatto che a Natale dovrebbe essere obbligatorio essere felici e proprio il non riuscire ad esserlo, nemmeno per quelle 24 ore, nemmeno per quelle due ore della messa di mezzanotte, rende tutto ancora più triste.

Poi ripenso a me, a tutti i Natali passati con la mia famiglia, coi nonni che ormai non ci sono più, coi cuginetti, anno dopo anno. Fuori poteva crollare anche il mondo, ma nel momento in cui eravamo tutti insieme, attorno a quella tavolata (che poteva essere più o meno imbandita, a seconda dell’anno), non esisteva più nulla di brutto.

Era solo gioia, scherzi, risate, anche discussioni ma comunque amore.

Invece c’è stato un anno in cui partii dall'altra parte del mondo, in Australia. Il viaggio più bello della mia vita. Il posto più ancorato al mio cuore. Il mio paradiso sulla terra.

La notte della vigilia mi trovavo a Bondi Beach (Sydney), ovviamente era estate. Avevamo passato la giornata in spiaggia: costumi e cappellini da babbo Natale.
Eppure la sera, tavola imbandita ed amici stranieri ed italiani, c’è stato un momento in cui ho guardato le illuminazioni: mancavano pochi minuti alla mezzanotte.

Mi venne in mente quando con mia mamma, passavo la notte della vigilia a sfogliare vecchi album di quando io e i miei fratellini eravamo piccoli. Aneddoti e risate. Poi alla mezzanotte ci scambiavamo  i regalini e tutti a nanna, perché il giorno dopo ci aspettava “il grande giorno”, col resto della famiglia.

Piansi: perché le lucine c’erano anche lì. C’era pure l’alberello, i regali…

Potevo pure trovarmi in un paese straniero, il più bello del mondo, un uomo innamoratissimo, gli amici più allegri, ma il mio Natale era l’unica cosa che mancava: era la mia famiglia.

Da allora non mi sono più allontanata per Natale. E l’ho sempre apprezzato ancora di più . Perché se tutto l’anno tanti fattori, programmi, impegni (anche mancanza di voglia, purtroppo) mi portano lontana da casa, quello è l’unico giorno in cui non mancherei per nessun motivo al mondo: l’appuntamento con chi amo veramente, l’appuntamento con le mie origini. Col mio passato, presente e futuro. Con le mie radici.

E costi quel che costi, il 25 dicembre potrebbe pure scoppiare la terza guerra Mondiale, che se sarò li, seduta attorno a quella tavolata con le persone più importanti della mia vita, sarà sempre Natale.

Perché Natale non chiede l’ obbligo di essere felici, ma se ti dà una famiglia, anche solo un’altra persona, il ciò che resta del “noi” delle nostre origini, può essere stato pure l’anno più nero di tutta la nostra vita: sarà sempre una magia. La felicità sarà solo la conseguenza data da chi sarà lì, a viverla con noi…


Buona Serata a tutti...




8 commenti:

  1. Bellissimo post *-* mi ha emozionato tanto!

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  2. Bellissimo Post, si respira davvero il calore di una famiglia e la magia del Natale. =)
    Un salutone da Leryn aspirante Grinch.

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    1. Grazie mille... era proprio quella la mia intenzione :-) buone feste...

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    2. Grazie mille... era proprio quella la mia intenzione :-) buone feste...

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    3. Grazie mille... era proprio quella la mia intenzione :-) buone feste...

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